
L’antica casa sarda era arredata con pochi ed essenziali mobili, semplici nelle forme, tramandate e mantenute costanti da tempo immemore, ma allo stesso tempo ricchi nelle decorazioni e negli intagli,che hanno caratterizzato l’antica produzione di questi oggetti, e che ancora oggi ne fanno uno degli esempi più importanti di artigianato,a livello sia nazionale che mondiale.

La Cassapanca
La protagonista principale dell’ artigianato ligneo sardo è sicuramente la cassapanca.
Pur prodotta in un gran numero di esemplari e in tutti i centri sardi di lavorazione del legno, presenta una straordinaria omogeneità costruttiva e decorativa. La "kascia longa" o "bankali" o semplicemente "kascia" era l’unico mobile di un certo pregio nell’umile casa sarda. Veniva posta nella camera da letto, ai piedi del letto nuziale, coperta da un copricassa in tessuto policromo di lana la cui "mustra" - il motivo ornamentale principale - era spesso simile se non identico, all’intaglio sul “palliottu” (pannello centrale) della cassa. In questa omogeneità tecnica e costruttiva si possono distinguere due forme: la cassa di tipo barbaricino, più alta e ricca di decorazioni, e quella di Santulussurgiu, più bassa e allungata.
E’ quasi sempre fatta di castagno, un legno ricco di tannino che la rende inattaccabile dai tarli o, più raramente, di noce o rovere. Di fattura tanto semplice quanto accurata, con coperchio incernierato sulla parte superiore, poggia su due supporti,posteriormente, e su piedi intagliati come zampe di animali anteriormente. L’ intaglio del pannello frontale presenta i classici motivi tradizionali del sole, della clessidra, del cavaliere, degli sposi a cavallo, dell’upupa (l’uccello coronato di tanti tappeti), dell’albero; il motivo viene poi incorniciato lungo i bordi da intagli geometrici puntiformi, a strisce, a gocce, anche in due o tre file concentriche.

La piattaia
Un altro elemento comune nell’arredamento tradizionale è¨ la piattaia.. “sa prattera” veniva utilizzata per riporre i piatti e spesso anche le tazzine,magari quelle del servizio “buono”, da mettere in bella mostra.
Prodotta nei più comuni legni sardi, quali castagno o noce, ma anche in abete o pino, presentava i classici ornamenti geometrici o floreali. Si differenziava leggermente, in quanto più piccola e meglio decorata, da “su telaiu”, utilizzato per riporre le pentole.
Le maschere
Le maschere tradizionali sarde sono facilmente riconoscibili per la loro particolarità. I "Boes e merdules", tipici di Ottana, rappresentano un bue ed il suo padrone. Riassumono quello che era anticamente la vita rurale, quando avere un giogo di buoi era quasi tutto, se non tutto, quello che si possedeva e significava comunque essere benestanti. Le maschere più famose sono quelle dei Mamuthones di Mamoiada.
Per finire...
La mia produzione si arricchisce anche dei classici scanni impagliati, decorati con motivi floreali, di specchi, e di altri piccoli oggetti d’arredamento, come i cofanetti in mogano che riportano, in scala ridotta, gli ornamenti tipici delle cassapanche vere e proprie, oppure altri mobili dalle forme più moderne, ma decorati con motivi che richiamano la tradizione sarda, per simboleggiare al meglio come quest’arte antichissima sia ancora vitale oggi.
Valerio Cadeddu







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